Psicoterapia Familiare

 Viene chiamata terapia familiare quella branca della psicoterapia che punta anche sulle risorse dei familiari per affrontare la sofferenza psichica.
Tale approccio si basa sulla collaborazione di tutta la famiglia (genitori e figli) in una consultazione finalizzata alla comprensione delle origini della sofferenza che si manifesta nel comportamento disturbato del figlio.
Si deve a una terapeuta umanista esistenziale come Irvin Yalom (2005) una bella definizione di psicoterapia: “Far succedere qualcosa di emotivamente importante per poi ragionarci sopra”.
In una terapia familiare possono succedere tre cose importanti, durante le prime fasi del lavoro:
–        Far parlare con il terapeuta un ragazzo in crisi, alla presenza dei suoi genitori, chiedendogli sia di lui stesso, sia del rapporto che ha con i familiari. Per quella famiglia potrebbe trattarsi di un’esperienza nuova, correttiva.
–        Facilitare il crearsi di un contesto di riflessione in cui i familiari s’interrogano collettivamente sulla storia del loro rapporto con il figlio/fratello/sorella, cercando di capire dove e come hanno involontariamente sbagliato, come hanno fatto a metterlo in difficoltà. Da ciò potrebbero emergere delle nuove riflessioni e aumentare l’empatia dei familiari verso il paziente.
–        Chiedere al genitore di raccontare al terapeuta, ma alla presenza del coniuge e dei figli, la storia della sua infanzia, le sue gioie ma anche le sue fatiche, i rapporti con i suoi genitori. Vedere in quel genitore, il bambino ferito, potrebbe aprire nuovi percorsi riconciliativi.