Psicoterapia di gruppo

“Il gruppo è terapeutico in quanto in esso si realizzano delle condizioni favorenti la crescita e il cambiamento” (C.Giovannoli Vercellino).
Si ha terapia di gruppo quando si ha reciprocità, scambievolezza e confronto tra i componenti. È proprio quest’aspetto a possedere un risultato terapeutico e curativo. Il gruppo, infatti, è sia un complesso di individualità distinte tra loro che un “organismo” unico, il quale facilita importanti procedimenti di cambiamento.
Eric Berne (psichiatra canadese e fondatore dell’Analisi Transazionale) definisce così la dinamica del gruppo: (…) ogni membro che entra a fare parte di un gruppo per la prima volta è equipaggiato con: una necessità biologica di stimolazione; un bisogno psicologico di strutturazione del tempo; un bisogno sociale di intimità; una aspettativa nostalgica di transazioni modellanti; una serie provvisoria di aspettative fondate sull’esperienza passata. Il suo compito è ora quello di adattare queste necessità e aspettative di base alla realtà che ci si trova di fronte (Berne, 1963.)
In questa frase è presente l’idea che la partecipazione al gruppo “garantisce” il buon funzionamento di tutti gli Stati dell’Io della persona.
Il punto di forza della terapia di gruppo è il gruppo stesso che fa da eco, i partecipanti al gruppo reagiscono emotivamente a ciò che viene detto dalle altre persone, e grazie al terapeuta possono emergere aspetti celati in queste reazioni divenendo così utile materiale per il lavoro terapeutico.
Durante le sedute i singoli condividono le loro esperienze personali. Il principio di base è, quindi, molto chiaro e semplice: ritrovarsi insieme e parlare in modo sincero e naturale, sempre sotto la direzione generale del terapeuta e tutto ciò avviene in un’ottica di rispetto reciproco, di tutela della privacy e nell’accordo di non divulgazione di ciò che viene espresso.
Uguaglianza, non sentirsi giudicati, sentimento di appartenenza al gruppo, imparare dagli errori degli altri e la possibilità di sperimentare in un luogo sereno e sicuro sono i principi affinché ogni paziente possa attivare un processo di cambiamento senza il timore d’essere giudicato e testare dunque questo cambiamento in un luogo unico.